ZES unica e TEDA: due modelli a confronto (Single SEZ and TEDA: two models compared)
DOI:
https://doi.org/10.15162/2612-6583/2417Parole chiave:
ZES, TEDA, Sviluppo economico, Comparazione Giuridica, SEZs, Economic development, Legal comparisonAbstract
Abstract: Il saggio esamina in prospettiva giuridico-comparata la disciplina della Zes Unica italiana e delle TEDA in Albania, analizzandone la natura, le fonti normative e le implicazioni sul piano del diritto interno ed europeo. Dopo un inquadramento ricostruttivo dell’evoluzione storica delle ZES e della complessità definitoria derivante dall’assenza di una nozione unitaria a livello internazionale, il contributo approfondisce gli elementi giuridici, economici e istituzionali che caratterizzano tali strumenti di politica industriale. In Italia, l’approdo alla ZES unica rappresenta il tentativo di razionalizzare un sistema frammentato, concentrando in un’unica area agevolazioni fiscali, autorizzazioni semplificate e una governance centralizzata; tuttavia, restano irrisolte criticità normative, quali l’assenza di una disciplina organica e il mancato inserimento di obiettivi di sostenibilità. Invece, l’analisi del quadro albanese evidenzia un modello più flessibile, nel quale le TEDA, pur presentandosi come istituti giuridicamente più flessibili, non hanno ancora raggiunto operatività a causa di carenze infrastrutturali, incertezza amministrativa e limiti nella capacità di attrarre investimenti. Il confronto mette in luce come i due ordinamenti, sebbene si muovano entro vincoli e obiettivi differenti, condividano sfide comuni: garantire stabilità normativa, rafforzare la governance e orientare le zone speciali verso la crescita sostenibile e l’integrazione con l’economia locale. Infine, viene posto l’interrogativo se le ZES possano essere viste non solo come strumenti in grado di attirare investimenti, ma anche di riequilibrio territoriale e innovazione, sottolineando la necessità di politiche coerenti e di lungo periodo per tradurre tali ambizioni in risultati concreti
This essay examines the Italian Single Economic Zone (SEZ) and Albanian TEDA regulations from a comparative legal perspective, analysing their nature, legal sources, and implications for domestic and European law. After a reconstructive overview of the historical evolution of SEZs and the definitional complexity resulting from the lack of a unified international definition, the paper delves into the legal, economic, and institutional elements that characterise these industrial policy instruments. In Italy, the establishment of the Single Economic Zone (SEZ) is an attempt to rationalise a fragmented system by concentrating tax breaks, simplified authorisations, and centralised governance in a single area. However, regulatory issues remain unresolved, such as the lack of comprehensive regulation and the failure to include sustainability objectives. However, the analysis of the Albanian framework highlights a more flexible model, in which TEDAs, despite presenting themselves as more legally flexible institutions, have not yet achieved operational effectiveness due to infrastructural deficiencies, administrative uncertainty, and limitations in their ability to attract investment. The comparison highlights how the two legal systems, although operating within different constraints and objectives, share common challenges: ensuring regulatory stability, strengthening governance, and orienting special zones toward sustainable growth and integration with the local economy. Finally, the question is raised as to whether SEZs can be seen not only as tools for attracting investment, but also for territorial rebalancing and innovation, emphasising the need for coherent, long-term policies to translate these ambitions into concrete results.
