La responsabilità estesa del produttore come strumento di promozione della transizione sostenibile

Extended Producer Responsibility as a tool for the sustainable transition

Autori

  • Antonio Davola Professore Associato di Diritto dell'economia presso l'Università LUISS Guido Carli

DOI:

https://doi.org/10.15162/rde.v1i1.2634

Parole chiave:

Responsabilità estesa del produttore, sostenibilità, filiera produttiva, riciclo, Extended Producer Responsibility, sustainability goals, supply-chain, recycling

Abstract

Il contributo analizza la traiettoria di evoluzione dei modelli di responsabilità estesa del produttore (Extended Producer Responsibility) quale strumento di promozione dell’industria sostenibile nell’ordinamento eurounitario. Muovendo dalla ricostruzione della doppia anima dell’istituto (funzione di finanziamento della gestione del fine vita dei prodotti; finalità di orientamento della progettazione industriale), l’indagine evidenzia come la recente “ondata” regolatoria unionale in materia (regolamento batterie 2023/1542, regolamento imballaggi 2025/40, direttiva tessili 2025/1892) possa leggersi come un fenomeno di transizione da una EPR “di prima generazione” – orientata a una logica essenzialmente redistributiva – a una EPR incentrata sull’ecomodulazione dei contributi e sull’integrazione di tale modello nel complessivo quadro dell’ecodesign. Al contempo, tale transizione appare, allo stato, incompiuta: la promessa incentivante dell’EPR resta in larga misura inattuata per effetto della diluizione dell’incentivo progettuale nei sistemi collettivi, della debolezza degli indici di ecomodulazione, dell’erosione della base contributiva prodotta dal free riding nel commercio a distanza e dei rischi di cream-skimming connessi alla concorrenza tra Producer Responsibility Organizations. Se ne trae l’indicazione per cui il futuro dell’EPR come leva di politica industriale sostenibile dipende dalla sua ricomposizione entro l’ecosistema regolatorio delineato dal regolamento (UE) 2024/1781 e dall’efficacia dei modelli di passaporto digitale di prodotto.

This article examines the evolution of Extended Producer Responsibility (EPR) schemes as a tool for promoting sustainable industry under EU law. Starting from the reconstruction of its dual nature — the financing of end-of-life waste management, on the one hand, and the steering of industrial design, on the other — the analysis shows how the recent EU regulatory wave (Batteries Regulation 2023/1542, Packaging Regulation 2025/40, Textiles Directive 2025/1892) may be read as a transition from a "first-generation" EPR, driven by an essentially redistributive rationale, to an EPR built around the eco-modulation of fees and the integration of the model within the wider ecodesign framework. That transition, however, remains incomplete: the incentive promise of EPR is still largely unfulfilled, owing to the dilution of the design incentive within collective schemes, the weakness of eco-modulation criteria, the erosion of the funding base caused by free riding in distance selling, and the cream-skimming risks associated with competition among Producer Responsibility Organizations. The article concludes that the future of EPR as a lever of sustainable industrial policy depends on its reintegration within the regulatory ecosystem outlined by Regulation (EU) 2024/1781 and on the effectiveness of digital product passport schemes.

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Pubblicato

30-06-2026

Fascicolo

Sezione

Articoli/Papers